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Presentazione


ARCHIVIO APERTO DI MUSICA E TRADIZIONI POPOLARI “in linea”

piano di lavoro generale


Premessa

In una cultura globalizzata le biblioteche e gli archivi, visti in un'ottica tradizionale, rischiano di perdere la loro importanza, di non essere considerati più come “fucine del sapere” o “luoghi della memoria” per eccellenza.

Il punto di partenza dell’analisi non può sottrarsi alla dialettica tra il globale e l’identitario, tra il recupero della memoria storica e la massificazione del sapere. Il presupposto è quello di portare avanti un’idea progettuale di valorizzazione del patrimonio culturale legato alle varie tradizioni locali, attraverso l'indagine sul campo così come la ricerca delle fonti e dei materiali contenuti nelle biblioteche e archivi, con l’aiuto delle nuove risorse informatiche.

Di fronte al rischio di scomparsa di canti e tradizioni e, con essi, della memoria storica e dell'identità culturale legata alle radici, lo scopo prefisso diventa quello di creare un Archivio “in linea” sulle tradizioni popolari, in grado di dare accesso in maniera universale a documenti di interesse etnografico in parte raccolti direttamente attraverso la ricerca sul campo e in parte già esistenti (editi o inediti, racchiusi e catalogati nelle biblioteche e archivi o non ancora resi fruibili per mancanza di fondi pubblici), proponendo un recupero pro-attivo, che restituisca alla comunità le tradizioni – di parole, musica e immagini - che fanno parte dell’identità popolare comune.


La ricerca

L'ARCHIVIO APERTO DI MUSICA E TRADIZIONI POPOLARI si propone come obiettivi prioritari di recuperare, conservare e diffondere, attraverso un sito web ed altri canali e strumenti, una serie di materiali folklorici delle seguenti tipologie:

  • canti popolari e brani strumentali della tradizione (documenti audio e video);

  • testi delle canzoni raccolte sul campo, assieme ad altri reperiti da fonti scritte edite e inedite;

  • trascrizioni musicali su pentagramma (o altra modalità);

  • video-riprese e foto che documentino eventi vari (feste, processioni, manifestazioni, etc.);

  • video didattici relativi a tecniche di esecuzione su strumento (tamburello, chitarra battente, etc.);

  • video su vari modi di ballare le danze tradizionali;

  • detti e proverbi, indovinelli, fiabe, racconti, storie di vita, usi e altro;

  • analisi, commenti, raffronti relativi ai materiali;

  • riflessioni e documenti sul diritto d’autore nella musica popolare;

  • una mappatura dei costruttori e riparatori di strumenti tradizionali (zampogne, ceramelle, organetti, chitarre battenti, lire, ...);

  • pagine di liuteria e progettazione strumenti musicali;

  • bibliografia, sitografia, discografia e filmografia di riferimento.


Peculiarità dell'Archivio

L’Archivio è contrassegnato dall'aggettivo “Aperto” per una serie di motivi:

  • per sottolineare la sua natura in divenire, dal momento che è in costante arricchimento e che ogni nuovo documento raccolto, anche in zone diverse, potrà, attraverso il raffronto, gettare nuova luce anche su quanto già esaminato in precedenza e portare a nuove conoscenze;

  • perché chiunque può contribuirvi inviando materiali e suggerimenti;

  • ma soprattutto perché i materiali contenuti (canti, video, testi, foto, ...) sono rilasciati sotto licenze libere e quindi legalmente scaricabili da una qualsiasi postazione internet e fruibili da tutti, veramente restituiti al popolo, alla comunità.


Le licenze – Il diritto d'autore

La licenza sotto cui si è deciso di rilasciare la maggior parte dei brani inediti immessi sul sito è la licenza Creative Commons 2.5, che, basata sul principio del copyleft, pur riconoscendo le dovute paternità (agli autori, o, nel caso della musica popolare di pubblico dominio, agli esecutori/informatori e studiosi che hanno raccolto e registrato i materiali), permette a chiunque la libera fruizione dei brani, in armonia con quell'ottica di condivisione con cui questo Archivio è concepito.

Gli altri materiali, i cui diritti non siano afferenti a chi gestisce o collabora con il presente Archivio, vengono utilizzati nel rispetto delle normative vigenti in materia.


Il patrimonio dell'Archivio

L'Archivio possiede attualmente circa 2.000 registrazioni (il cui numero è in costante accrescimento) tra documenti audio e video. La maggior parte sono state effettuate direttamente da chi gestisce l'Archivio e, al momento, si riferiscono prevalentemente, ma non esclusivamente, al territorio calabrese. Altre sono state messe cortesemente a disposizione da persone che hanno apprezzato il valore e l'utilità del progetto e hanno deciso di condividere quanto era in loro possesso. Tra le registrazioni in questione vi sono documenti risalenti agli anni del 1960 e alcune forse anche antecedenti, che sono stati digitalizzati e restaurati o sono in corso di restauro. In mancanza di registrazioni, si fornisce la trascrizione del brano. La selezione del materiale raccolto è incentrata principalmente sui canti che in un un passato a volte non troppo remoto, lungi dall’essere momenti di fruizione estetica, accompagnavano i vari momenti della vita della gente: parlare di tradizioni popolari musicali, infatti, significa inevitabilmente riferirsi al mondo da cui tali musiche sono nate: quel mondo agro-pastorale di cui la musica scandiva i ritmi, segnando le stagioni, la fasi del lavoro (semina, vendemmia, mietitura, etc.) e i momenti dell’esistenza (nascita, matrimonio, morte, festività, ...). Tali canti erano spesso legati, in assenza di un’istituzione scolastica, ad una funzione di trasmissione didattica del sapere: tale era infatti il ruolo di tante filastrocche e canzoncine infantili. Ma accanto a questi anche detti, proverbi, indovinelli, fiabe, storie di vita, etc., che, quando non sono testimonianza diretta di una tradizione, hanno comunque il pregio di gettare luce sulla storia, a volte domestica e privata, la “piccola storia” delle popolazioni di un luogo.

A queste registrazioni vanno aggiunti dei documenti fotografici (in quantità ancora non stimata), anch'essi in parte realizzati in prima persona e in parte ricavati dalla digitalizzazione di documenti più vecchi. A complemento di ciò, ai materiali inediti raccolti direttamente si affiancano materiali editi provenienti da fonti a stampa (o di altra tipologia), che vengono digitalizzati e fatti confluire nell'Archivio in differenti modalità a seconda dello “status” dei diritti autoriali da cui sono o non sono ricoperti. I testi coperti da tradizionale copyright e relativamente ai quali non si possiede specifica autorizzazione degli autori o di chi ne detiene i diritti, vengono digitalizzati a fini di consultazione e i loro contenuti vengono fatti confluire nell'Archivio "in linea" solo nelle quantità e nelle modalità previste dalla normativa vigente in materia. (v. varie dal sito www.siae.it). I testi scoperti da copyright o relativamente ai quali si possiede specifica autorizzazione degli autori o di chi ne detiene i diritti, vengono digitalizzati (e possibilmente rieditati) ai fini di un loro caricamento integrale sul web. Tra questi vi sono testi recenti (libri, saggi, articoli, tesi di laurea, etc.), così come altri più datati risalenti fino ai primi del 1800 e forse anche antecedenti (quasi tutti ovviamente fuori commercio) che sono perciò scaricabili e stampabili dai frequentatori dell'Archivio "in linea", con possibilità di rilegatura presso esercizi convenzionati con l'Archivio o altri di fiducia dell'utente (copisterie, rilegatorie, tipografie). In tal modo si potranno possedere in casa degli oggetti preziosi rilegati in maniera artigianale, contribuendo a sfatare il luogo comune che la digitalizzazione dei beni culturali concorre con la carta stampata.

Il materiale audio-video e fotografico contenuto nel portale dell'Archivio Aperto di Musica e Tradizioni Popolari è caricato in formato compresso. Chi volesse averne copia in formato non compresso in qualità alta può farne richiesta dietro versamento di un rimborso spese.

Il materiale coperto da copyright è disponibile per la sola consultazione presso la sede fisica operativa dell'APS “popolo creativo ONLUS”: dischi, nastri, cd, dvd, spartiti, e inoltre foto, testi, etc., anche non strettamente inerenti le tradizioni popolari ma comunque di argomento musicale, antropologico, letterario, linguistico-dialettologico o su tematiche affini.


I brani presenti nell'Archivio sono raggruppati secondo varie modalità: a seconda del luogo di provenienza; della tipologia a cui appartengono (canti e strofette, detti, proverbi, fiabe, racconti, storie di vita, etc.); della persona che li ha raccolti/registrati; dell'informatore/esecutore che li ha forniti; del periodo a cui appartiene la registrazione; degli strumenti musicali che vi compaiono.


Come è nato l'Archivio Aperto di Musica e Tradizioni Popolari

L'idea di creare un archivio è nata da un accumulo di materiali che si è voluti rendere fruibili a partire da subito, senza aspettare di doverli "confezionare" in un qualcosa che avesse pretese di completezza prima di poterli consegnare alla comunità. Il lavoro è in costante progressione e può avvenire spesso per gradi. Si parte col caricare innanzi tutto il dato, cioè l'essenziale: il canto, racconto o altro che sia. Il documento potrà essere accompagnato o meno da una trascrizione del testo, della musica, da un'analisi... Al documento saranno accompagnate al minimo le informazioni essenziali (data, luogo di registrazione, esecutore, raccoglitore, ...). L'analisi potrà anche venire in un secondo momento, potrà anche venire, una volta caricato il documento, da parte di un'altra persona diversa da chi lo ha raccolto, senza velleità di primogenitura o gelosie che spesso si accompagnano a questo tipo di ricerche. Ogni commento sarà firmato da chi lo ha prodotto, e a questo se ne potranno aggiungere altri che chiunque potrà inviare all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Potrà così venirsi a creare anche una sorta di dialogo tra i vari pareri. L'inserimento dei commenti inviati non sarà comunque totalmente libero in quanto gli stessi saranno filtrati da chi gestisce il coordinamento scientifico dell'Archivio.

Sempre superando qualche vezzo accademico, si è deciso di inserire nell'Archivio a volte anche frammenti che potrebbero non essere considerati “degni”, materiali di bassa qualità audio, registrazioni imperfette: sono comunque testimonianze importanti e ciò che conta è il loro valore documentario. Il principio è che non vanno inserite solo le registrazioni o le foto “belle”, ma tutte sono documenti e tutte sono significative e utili per effettuare ricerche e raffronti: il fine non è estetico ma di documentare.


Da chi è gestito l'Archivio

L'Archivio è gestito dall'Associazione di Promozione Sociale “popolo creativo ONLUS”, che ne detiene attualmente il coordinamento e la supervisione scientifica, avvalendosi della preziosa e fondamentale collaborazione di:



- Casa editrice “Coessenza” (Cosenza), per le pubblicazioni a stampa dell’Archivio.

- Copisteria Anpa (Rende), per la digitalizzazione dei documenti, la stampa e rilegatura dei testi scaricabili dalla Biblioteca Aperta Digitale dell'Archivio “in linea”.

- Prof. John Basset Trumper, Ordinario di Glottologia e Linguistica, Responsabile scientifico del Centro di Lessicologia e Toponomastica (CLT), Dipartimento di Linguistica, Università della Calabria.

- Dott.ssa Nadia Prantera, Ricercatore di Glottologia e Linguistica, Dipartimento di Linguistica, Università della Calabria.

- Associazione Verde Binario (Rende). L'associazione si occupa del recupero (diretto o indiretto) di hardware funzionante dismesso da aziende, enti locali, associazioni, cittadini, etc., il quale viene riqualificato e dotato di sistema operativo GNU/Linux. All'interno del progetto si occupa dell'allestimento di sale multimediali a basso impatto ecologico da cui visitare il portale dell'Archivio.

- Associazione “Casa dei Diritti Sociali – Focus” Cosenza. Nel presente progetto coadiuva la ricerca in merito agli aspetti legati al mondo agro-pastorale e ai suoi cicli e riti, cui molti canti popolari fanno riferimento.

- Associazione Cuturale "La radice". Attiva da anni nel territorio di Badolato (CZ), ha messo a disposizione dell'Archivio documenti della tradizione popolare locale.

- Fotografa Rosanna Maiolino. Specializzata in fotografia pubblicitaria presso l'Istituto Italiano di Fotografia di Milano, lavora come fotografa per varie testate di moda (quali Vogue Pelle, Cosmolitan, Harper's Bazaar Uomo, etc.). Al suo lavoro professionale affianca da sempre la ricerca artistica e sta curando l'impostazione e la gestione della sezione fotografica dell'Archivio.

- Fotografo Saverio Favaro. Dedito, tra le sue altre attività, alla documentazione di tradizioni e costumi nel paese di Verzino e circondario, ha acconsentito a mettere a disposizione dell'Associazione e dell'Archivio i suoi materiali, il suo tempo e le sue competenze in materia di riprese e montaggio.

- Avvocato Massimo Travostino (del gruppo Creative Commons Italia). Tramite il Progetto SeLiLi (Servizio Licenze Libere) del Politecnico di Torino, effettuato in collaborazione con la Regione Piemonte - Assessorato Ricerca e Innovazione, coadiuva l'Associazione nell'utilizzo delle licenze copyleft e per quanto riguarda gli altri aspetti legislativi legati al diritto d'autore.

Il progetto è aperto verso la collaborazione con tutti quei soggetti (associazioni, singoli, studiosi e appassionati di qualsiasi luogo) che a vario titolo vogliano contribuire ad arricchire ed estendere l'Archivio a nuovi temi e territori.


Perché un archivio digitale "in linea": il sito

Il materiale dell'Archivio è consultabile “in linea” sul sito www.kreapopolo.org.

Il sito è stato concepito già in vista di un allargamento del progetto a dimensioni nazionali e anche sovranazionali (l'Archivio già possiede materiali afferenti a tradizioni straniere). Il nome Krea Popolo (leggi krèa popòlo) significa appunto "popolo creativo" in Esperanto, la lingua internazionale, volendo mirare a raccogliere quanto frutto della creatività popolare senza confini geografici.

Si vuole sottolineare, a scanso di equivoci, la natura scientifica delle pagine web ospitanti i documenti etnografici: non un semplice sito di natura meramente divulgativa, bensì un vero e proprio archivio, con tutte la caratteristiche che questo deve avere, quali un sistema di catalogazione rigoroso ma anche una semplicità di consultazione per l'utente. La scelta che l'archivio avesse natura digitale e "in linea" è stata dettata da una serie di fattori:

  • Rispetto a un archivio fisico, un archivio digitale ha il vantaggio di essere consultabile da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento da chiunque disponga di un collegamento internet.

  • Per quanto riguarda i documenti in esso contenuti: quelli analogici già esistenti vengono digitalizzati (v. nastri audio, bobine, videocassette, foto, testi, etc.), bloccandone perciò il deterioramento; quelli di nuova e diretta acquisizione vengono acquisiti direttamente in digitale.

  • La digitalizzazione consente inoltre un'infinita duplicabilità dei documenti a costi quasi nulli.

  • Infine tali materiali sono scaricabili (in formato compresso) da qualsiasi consultatore dell'Archivio, visto il particolare regime di copyleft adottato (come meglio specificato altrove).


La natura telematica non impedisce comunque che, in aggiunta alla sede operativa dell'Associazione “popolo creativo ONLUS”, anche in relazione alle collaborazioni che si potranno instaurare con enti, associazioni e/o privati, l’Archivio potrà avere delle sedi fisiche, con dei computer forniti di collegamento internet, aventi come schermata iniziale l’home page del portale dell’Archivio, da cui consultare i materiali contenuti nell’Archivio stesso e, all’occorrenza, scaricarli.


Finalità dell'archivio

L'Archivio vuole essere un mega-contenitore che raccolga i materiali registrati sul campo da studiosi e appassionati vari, materiali che altrimenti rischierebbero di restare sepolti nelle case private e di non essere mai conosciuti dalla comunità e ad essa restituiti, al fine di creare una banca dati che tenda ad essere il più possibile esaustiva in merito alle tematiche in questione.

Esso cerca di coniugare l'aspetto scientifico con quello divulgativo e vuole avere anche fini immediatamente pratici, quali favorire la reimmissione in circolo di quanto raccolto, fornendo a musicisti, attori, narratori, scrittori, artisti, etc., repertori autentici da cui attingere. Altrimenti c’è il rischio che la ricerca si risolva in un’operazione ‘museale’ ed accademica (nell’accezione negativa del termine), nella fotografia di una tradizione che è agonizzante e che viene lasciata però morire, mentre è fondamentale farla vivere rimettendola effettivamente in circolo attraverso la pratica. A tal fine ci si propone la creazione di momenti didattici quali corsi, laboratori, seminari, o ancora l'organizzazione di (o la partecipazione a) manifestazioni ed eventi vari. Infatti, così come una ricerca senza susseguente didattica e/o reimmissione in circolo sarebbe operazione monca, di contro, una didattica e una pratica artistica senza ricerca rischierebbero di rimettere in circolo il solito materiale trito e stantio, raccolto magari molti anni fa, senza continuare a salvare il salvabile: saperi che gli ultimi anziani si porterebbero irrimediabilmente nella tomba. I canti devono vivere e devono farlo con i giusti criteri, senza le contaminazioni dannose di tanti musicisti folk, che attingono i repertori copiandoli dalle incisioni di altri dischi o cassette, e creando un circolo vizioso dei più deleteri. Lo stesso Roberto Leydi, tra i padri fondatori dell'etnomusicologia italiana, sia pur consapevole della delicatezza dell'operazione e delle molteplici contraddizioni che la cosa può comportare, si poneva l'obiettivo che gli studi potessero “costituire un primo supporto al movimento del «folk revival»”, sostenendo che il corpus antologico dei canti raccolti potesse “suggerire la base per vari repertori e proporsi come punto d'avvio per ulteriore lavoro nel filo di un «folk revival» serio, consapevole, non commerciale, non mistificato, con legami reali alla ricerca”, nella ferma convinzione che “l'impegno divulgativo e informativo non debba disgiungersi dall'impegno scientifico”1.

Attraverso le conoscenze conseguite con le ricerche dell'Archivio si mira inoltre ad una riqualificazione di sagre, feste ed eventi in genere, per confezionare proposte artistico-ricreative di qualità e spessore culturale (con ovvie ricadute turistiche) e favorire la rinascita (o la sopravvivenza) di usanze quali la strenna, la serenata, etc., da proporre all'interno dei contesti sociali originari di appartenenza e non solo sradicati ed estrapolati da essi e meramente esibiti su un palcoscenico.

 

1Leydi, Roberto, I canti popolari italiani, Mondadori, Milano, 1995, pp. 28-9